CAMPAGNA AUTUNNO/INVERNO 2026
Benvenuti a casa, dove tutto ha inizio. Un secondo sguardo, però, rivela altro. Gli interni sono all’aperto. La casa è solo suggerita, appena tratteggiata: mobili disposti en plein air, un tavolo ricoperto di lattice, un divano avvolto d’argento. Non c’è una planimetria. Tutto è posizionato sulla pista di un aeroporto privato, un altro luogo dove tutto ha inizio, che sia un decollo o un atterraggio.
Per la nuova campagna di JIL SANDER, Simone Bellotti esplora l’energia della purezza da un punto di vista visivo e narrativo carico di tensione. La potente semplicità intrinseca all’etica del marchio viene distorta. L’idea di contraddizione – l’eccesso che si trasforma in significato, il superfluo che diventa essenziale, l’atto di aggiungere che rispecchia il gesto di togliere – dà forma a un racconto visivo frammentato e conciso. La trama è volutamente astratta: un invito agli spettatori a colmare le lacune a loro piacimento. Hitchcock e Fassbinder riecheggiano qua e là, ma sono solo lievi accenni.
Le immagini, con la loro grana pastosa e le tonalità desaturate da VHS, sono in realtà fotogrammi di un cortometraggio girato dalla fotografa e videomaker Moni Haworth. I protagonisti sono Edie Campbell e Daisuke Ueda, colti in momenti tesi, febbrili o introspettivi. Vivono sulla pista? Sono pronti a partire o sono appena atterrati? La storia è un mistero, ulteriormente frammentato dalla colonna sonora - If This Is Hell (feat. Deuén) di Space Afrika - con il testo recitato a velocità vertiginosa.
“Volevo trasmettere tensione e sorpresa con spirito di sintesi”, afferma Simone Bellotti. “Fare di più con meno è il modo di Jil Sander, ma questa volta abbiamo esplorato percorsi perturbanti. C’è un senso di eleganza, intriso di elettricità erotica”.
Emerge una sensazione di inquietudine, che svela la bellezza delle contraddizioni, delle cose che non possono essere pienamente spiegate e che proprio per questo affascinano.